BRUNO CIAPPONI LANDI
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2018 - Pubblicazioni
 
Un'alta onda sonora. La stele mai uguale, in "La provincia settimanale" 14.04.2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Il centenario: due sacerdoti attivi nella Resistenza in "Centro valle" e in "La provincia settimanale" 21.04.2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Speciale manifestazione provinciale. 73░ della Liberazione Sondrio 25 Aprile 2018, inserto in "Centro valle" e "La provincia settimanale" 21.04.2018, CIAPPONI LANDI Bruno e Fausta MESSA [a cura], , 2018, p.

Il ricordo. SensibilitÓ umana ed artistica. Addio a Lydia Silvestri in "La provincia" 21.01.2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Il geniale tramite tra la realtÓ locale e il mondo dell'arte. Addio a Lydia SIlvestri ... in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Che bello, questa volta ho sbagliato previsione in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Ricordi di via Fracaiolo in "i Regi¨r de Valtelina" n.1 - gennaio 2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Enorme acume, enorme umanitÓ, don Giuseppe Carozzi ...in "La provincia" sett. 24 marzo 2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Domenica 25 marzo 2018 a Motta di Villa di Tirano sarà ricordato, a pochi giorni dall’anniversario (il giorno esatto della ricorrenza era il 14 marzo) il centenario della nascita di don Giuseppe Carozzi. Sarà una festa familiare che seguirà la celebrazione della messa (ore 10 nella parrocchiale di S. Antonio) celebrata dal parroco don Armando Canclini (che proprio in quest’anno ha raggiunto i 50 anni di parrocchia). L’iniziativa, a cui collabora l’associazione Motta c’è, riunirà i familiari (discendenti dai suoi 9 zii, 5 fratelli, 18 nipoti e 31 cugini) e amici del sacerdote.

Don Giuseppe Carozzi nacque a Motta di Villa di Tirano il 14 febbraio 1918 da Andrea e da Elisabetta Schivardi, ultimo di 6 figli (tre maschi e tre femmine). Al pari del compaesano Aldo Pera si segnala per una vivida intelligenza che farà scegliere alle rispettive famiglie la via del seminario diocesano dove i due matureranno la loro vocazione al sacerdozio, a cui giunsero entrambi nel 1940. Don Aldo fu ordinato 14 settembre a Como, don Giuseppe il 24 agosto a Sernio. La stranezza dell’ordinazione a Sernio in una data diversa dai compagni della sua classe, va posta in relazione all’entrata in guerra e al fatto che dal 1936 don Giuseppe era studente a Roma alla Pontificia Università Gregoriana, dove si laureerà con lode in Teologia Dogmatica. Portato per gli studi, conseguirà poi anche la Licenza in Sacra Scrittura all’Istituto Biblico. Nell’aprile del 1941, otto mesi dopo l’ordinazione, fu inviato cappellano in Germania. Buon conoscitore delle maggiori lingue europee don Carozzi si dedicò con particolare impegno allo studio dei teologi di lingua tedesca, formandosi quella solida base che, alla sua morte, gli farà lasciare incompiuta un’opera monumentale intitolata “Problemi e orientamenti di teologia dogmatica”, poi conclusa a cura della Facoltà Teologica di Venegono. Se gli studi, le pubblicazioni, l’insegnamento di Dogmatica e Scienze bibliche nel Seminario di Como, l’esercizio del ministero, testimoniano l’alto livello del sacerdote e dello studioso, la sua straordinaria umanità e il suo coraggio sono testimoniati dall’impegno nella Resistenza, quale agente del governo legittimo, collaboratore degli alleati angloamericani e per quello profuso nel porre in salvo, con l’espatrio clandestino in Svizzera, oltre 200 ebrei jugoslavi internati nel campo di raccolta di Aprica. Su questa operazione, che don Carozzi condusse ottenendo la collaborazione del capitano Leonardo Marinelli della Guardia di Finanza, del comandante dei Carabinieri di Aprica Bruno Pilat  e della rete organizzativa di preti e parrocchie (è accertata la collaborazione diretta dei sacerdoti Cirillo Vitalini, Gino Menghi, Tarcisio Salice, Felice Cantoni, dei Servi di Maria del convento di Madonna e del prevosto di Tirano Pietro Angelini), di vari parrocchiani e del giovane finanziere Claudio Sacchelli medaglia d’oro alla memoria, deportato e morto nel campo di sterminio di Mauthausen.

L’operazione è ampiamente documentata da Alan Poletti del libro “Una seconda vita. Aprica-Svizzera 1943, la salvezza, pubblicato nel 2012 a cura del Comune di Aprica. Molti altri trovarono salvezza su percorso Aprica – Svizzera grazie a don Giuseppe e alla rete dei sacerdoti e del movimento partigiano (fra essi Vito Chiaravallotti, scomparso a Sondrio pochi giorni or sono). Qualcuno tornò, anche molti anni dopo, per incontrare quelli che li avevano guidati, come Vera Pick che volle ritrovare Attilio Bozzi che l’aveva portata in spalla bambina fino a Poschiavo, o il gruppo coordinato da Vera Neufeld che volle rifare con l’amico sondriese Vito Chiaravallotti  e i compagni di allora, convocati da varie parti del mondo, il percorso della salvezza (Aprica, sentiero dei Zapéj, Motta, Villa, Madonna, Valposchiavo) nel maggio 2013 in occasione della inaugurazione a Tirano della Stele della memoria.

Dopo l’espatrio degli ebrei del campo di Aprica don Carozzi e i militari che vi avevano collaborato, dovettero a loro volta rifugiarsi in Svizzera da dove continuarono la loro collaborazione alla Resistenza, in attesa dell’insurrezione del 25 aprile. A guerra conclusa don Carozzi fu nominato professore di dogmatica speciale e sacra scrittura nel Seminario maggiore (1946), nel contempo fu cappellano alla "Sacra famiglia" in Como e nel 1952 gli fu affidato anche il delicato incarico di censore diocesano dei libri.  Morirà a Como il 23 marzo 1955 a soli 37 anni d’età, per un male incurabile. Riposa nel cimitero di Motta con i suoi familiari defunti.

Dopo le accuse a Papa Pio XII di scarso impegno in difesa degli ebrei (si giunse perfino a parlare di un suo antisemitismo) si volle attribuirgli un diretto intervento nel salvataggio degli ebrei di Aprica. È un’arbitraria estensione di quanto affermato da don Carozzi per convincere il capitano Marinelli e il brigadiere Pilat. Peraltro c’è da credere che, se fosse stato necessario, per salvare più di 200 persone non avrebbe di certo esitato a mentire. Se le ricerche fin qui condotte fanno propendere per l’esclusione dell’intervento diretto del Papa, è certo l’intervento nella questione della Segreteria di Stato vaticana. A questa convinzione è giunto don Abramo Levi, teologo e scrittore che in un articolo pubblicato nel 2005 sul bollettino parrocchiale di Ponte in Valtellina afferma: “È ovvio che don Carozzi non aveva ricevuto niente di scritto dalla Santa Sede. Ma questo non esclude che, a viva voce, abbia ricevuto autorevoli raccomandazioni. Io credo di sapere il nome dell’alto funzionario della Segreteria di Stato che gliele filtrò quasi sottovoce. Nell’anno stesso della morte di don Carozzi (1955) io ebbi un colloquio a Roma con Mons. Luigi Valentini della Segreteria di Stato, amico di Mons. Montini [il futuro Papa Paolo VI]. Mi parlò delle speranze che si erano nutrite a palazzo sul prof. Carozzi, della cui morte era molto amareggiato. Era dunque ovvio che i due si conoscevano dal tempo in cui Carozzi studiava alla Gregoriana. Una raccomandazione di Valentini a Carozzi in favore degli internati ebrei dell’Aprica era dunque del tutto probabile, e si trasformava in certezza al vaglio di un’altra notizia: che Montini veniva per le ferie in Valcamonica, vicino all’Aprica (ed era regolarissimo a confessarsi dal parroco di Aprica S. Maria). Impossibile che non sapesse degli internati dell’Aprica, incredibile che non intervenisse su Carozzi tramite Valentini, egli pure villeggiante in Valtellina”. L’autorevole convinzione è del tutto condivisibile.

Don Carozzi fu una grande speranza, non solo per la Diocesi, e la sua perdita lasciò un vuoto non facilmente colmabile. A cento anni dalla nascita è giusto revocarne la bella figura e rendere alla sua memoria il riconoscente pensiero che merita il bene che ha fatto nella sua breve esistenza.

Bruno Ciapponi Landi


Commento. Bettini, il libro sul Rosselli e quel "processo" da evitare, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Villa di Tirano. Motta in festa per don Armando, prete da 55 anni, in "Il settimanale della diocesi" del 22.3.2018 p. 29, BCL [CIAPPONI LANDI Bruno], , 2018, p.
 
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Il centenario: due sacerdoti attivi nella Resistenza in "Centro valle" e in "La provincia settimanale" 21.04.2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.

Camillo De Piaz frate dei Servi di Maria 1918-2010 nel centenario della nascita, CIAPPONI LANDI Bruno, , Sondrio 2018, p. 6

Quando Sondrio mi era sembrata la cittÓ delle suore in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Il regista scomparso e l'amicizia con padre Camillo De Piaz. "Io 'servo di scena' per Olmi. Ogni volta un vero orgoglio" in "La provincia" 9.5.2018, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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Notizie varie, da p.353 a p.356 in , bcl [CIAPPONI LANDI Bruno], , 2018, p.
 
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Gli ZapŔi d' Avriga, la secolare via di comunicazione Valtellina-Valcamonica, CIAPPONI LANDI Bruno, a cura, SocietÓ Storica Valtellinese, , Sondrio 2018, p. 4
 
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Donne in armi legate alla valle in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2018, p.
 
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