BRUNO CIAPPONI LANDI
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2019 - Pubblicazioni
 
Grosio, una storia lunga 5000 anni, in "La provincia settimanale" 5 gennaio 2019 p.21, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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L'omaggio della valle al grande Gianoli in "L'Ordine" 6.1.2019 p. 3, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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L’omaggio della valle al grande Gianoli, in L’Ordine 6 gennaio 2019 Il 20 dicembre scorso, con una sobria quanto significativa cerimonia, il Comune di Sondrio ha intitolato una sala del Museo Valtellinese di Storia ed Arte a Giovanni Battista Gianoli. Un riconoscimento ben meritato a 50 anni dalla morte dell’uomo che tanta parte ebbe nella sua costituzione e tanto si impegnò nella valorizzazione dei beni culturali delle valli dell’Adda e della Mera. “Giovanni Battista Gianoli, nacque a Sondrio il 25 novembre 1890. Studiò a Sondrio e ancor giovane compì numerosi viaggi per approfondire le proprie conoscenze soprattutto nel campo delle belle arti. Fu incessante la sua opera per far conoscere, amare e proteggere il patrimonio artistico della Valtellina. Direttore della Biblioteca civica di Sondrio "Pio Rajna" e del Museo valtellinese di storia e arte, da lui fondato nel 1951, promosse e organizzò mostre d'arte e di bibliografia assai apprezzate. Scrisse numerosi articoli su riviste e giornali locali, e alcuni libri e opuscoli tra cui la Guida artistica della provincia di Sondrio. Morì a Sondrio il 1° dicembre 1968.” Questo il testo della scheda con cui Battista Leoni nel 1974 incluse il Gianoli nel suo Piccolo dizionario biografico dei Valtellinesi e Valchiavennaschi che ben sintetizza la figura e l’opera del nostro. La famiglia Gianoli giunse a Sondrio con un Giovanni Battista, ramaio possidente nato a Lanzada nel 1752, proprietario di una bottega nel centro cittadino che condurrà con almeno due dei suoi figli. Un nipote sacerdote, che concluderà la sua carriera canonico della cattedrale di Como, favorì almeno due dei matrimoni di un fratello, uno dei quali con una ricca ereditiera di Pendolasco, circostanza decisiva per elevare il censo della famiglia, fornire di studi superiori i figli (uno fu medico) e i nipoti rendendoli in tal modo idonei all’ingresso per matrimonio nelle migliori famiglie nobili e borghesi della città. Quando il nostro Giovanni Battista nacque dal notaio Luigi e da Adele Zanatti, figlia di Marianna De Simoni della nobile stirpe bormina del giureconsulto Alberto, era ancora vivente la nonna paterna Antonia Botterini de’ Pelosi che lo collegava a una rete parentale di tutto rispetto. Le sorelle di Antonia erano infatti: Maddalena, moglie dell’avv. Gaudenzio Guicciardi, il podestà di Sondrio che nel 1859 ospitò Garibaldi nella sua casa di via del Gesù e fu per anni amministratore della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde; Chiara, moglie di Fedele Zanatti, la cui figlia Marianna sposò il notaio Antonio Del Felice, presidente della Deputazione Provinciale, primo cugino di Emilio Quadrio e zio dell’avv. Angelo Schena; Carolina, moglie del giudice Gian Giacomo Paribelli. La progenie Botterini de’ Pelosi include anche altre personalità di non scarso rilievo, i fratellastri della nonna erano infatti il dott. Paolo, cavaliere e sindaco di Sondrio e l’avv. Giuseppe, Senatore del Regno, figli di Rosa Sertoli di Giacinto, rapporto che estese l’area parentale anche alla famiglia Sertoli, e che includeva già famiglie imprenditoriali come i Valaperta, i Carini, gli Orsatti, i Polatti, i Cao, oltre ai Longoni, ai Menatti, ai Corvi e ai Crotti. Sulla figura e sull’opera di Giovan Battista Gianoli scrisse Renzo Sertoli Salis, presidente della Società Storica Valtellinese, commemorandolo, con obiettività non velata dall’amicizia e dalla parentela, sulle pagine del bollettino sociale. La preziosa e costante attività del nostro in favore della cultura provinciale si manifesta con inequivocabile evidenza nella sua bibliografia curata da Battista Leoni e pubblicata anch’essa nel bollettino. I titoli degli scritti, pubblicati nell’arco di quasi mezzo secolo - ben 239 fra libri, opuscoli e, soprattutto, articoli su periodici locali - evidenziano l’ampiezza e l’importanza dell’opera di Gianoli in favore della cultura delle valli dell’Adda e della Mera, prima e dopo la sua nomina a direttore della Biblioteca civica Pio Rajna di Sondrio e del nascente Museo Valtellinese di Storia e Arte . Villa Quadrio, dove le due istituzioni avevano sede e dove Gianoli abitava, divenne la base logistica di quello che appare uno straordinario apostolato didattico testimoniato anche dalle sue carte di cui Silvia Perlini ha curato il regesto. Di ambito culturale fu persino l’unica iniziativa commerciale di Gianoli, una libreria, che gestì per qualche tempo (e con scarsa fortuna) a Sondrio negli anni Venti del secolo scorso. Un suo impegno, nobile, ma non strettamente culturale, fu in quel tempo nella Croce Rossa della quale fu ufficiale nel corpo militare e segretario del Comitato provinciale sondriese durante la presidenza dell’avv. Giovanni Guicciardi. Nella Società Storica Valtellinese, di cui fu socio fondatore nel 1921, vide un ottimo strumento per realizzare quella che ormai aveva identificato come la sua missione. Consigliere nel 1922, cassiere dal 1931 al 1933, ebbe parte attiva anche nel rilancio promosso da don Egidio Pedrotti, al quale si affiancò, ancora come cassiere nel 1953 fino al 1955, quando fu nominato consigliere onorario. Fu fra gli ideatori della Fondazione Pro Valtellina. Nominato consigliere rimase in carica fino al 1959. Fu durante il suo mandato che la Fondazione istituì un fondo a bilancio per acquisti per i musei e iniziò a finanziare iniziative come il recupero dei noti affreschi delle Opere di misericordia corporali di Pendolasco - Poggiridenti. Nel 1957 venne nominato Ispettore onorario del Ministero per le opere d’arte mobili della città di Sondrio. Anche questo era un riconoscimento per l’opera svolta in stretto rapporto con le Soprintendenze milanesi. La stima di cui godette presso la Fondazione Pro Valtellina è testimoniata dalla medaglia d’oro Tellinis benemeritis che gli fu conferita nel 1968 con la seguente motivazione “valoroso studioso e indefesso divulgatore di storia e arte locale attraverso moltissimi scritti, direttore della biblioteca Pio Rajna e conservatore del Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio, per l’impegno generoso di una vita dedicata ad illustrare l’arte e la storia della valle nativa”. Da tempo era stato insignito dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica e promosso a cavaliere ufficiale. L’ultimo riconoscimento gli venne, postumo, dalla Provincia di Sondrio che nel 1979 dedicò a Giovan Battista Gianoli e a Bruno Credaro una cartella d’arte con due litografie di Elio Pelizzatti che costituì l’omaggio della Giunta Provinciale al Governo dei Grigioni in occasione della sua visita a Coira di quell’anno. Il testo che le accompagna così motiva la dedica a Gianoli: “… l’evocazione dell’opera e il ricordo di Giovan Battista Gianoli, sono affidati, in una stampa di gusto volutamente un po’ ottocentesco, al solenne volto di pietra del Santuario della Madonna di Piano di Bianzone, uno dei molti monumenti per la salvezza del quale Gianoli scrisse e si adoperò e del quale proprio in questi giorni si conclude la prima fase di un vasto e radicale restauro. Bruno Ciapponi Landi
 

Successo di vendite per il libro "Grosio 5000 anni di storia, "Il graffito" n.2 febbraio 2019 p.3, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Vittoria importante ma ancora parziale in "La Provincia" 12.2.2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Sondriesi per caso entrati nella storia, in "L'Ordine" 3 marzo 2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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La mia Provincia, in "Regiur de Valtelina" n. 1 febbraio 2019, pp. 21-22, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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I barbieri di Sondrio in "I regiur de Valtelina" n.1-2019 pp. 10-12, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Gli studi sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca in Australia in , CIAPPONI LANDI Bruno, Centro Studi Storici Alta Valle, Bormio, 2019, p. 133-149
 
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Antologia critica. Stralci, in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Ricordo di Giuseppe Rinaldi presidente onorario dell'ANPI, in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
   
 
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Tiranesi nei secoli. Cronache sono toccate dalla storia, CIAPPONI LANDI Bruno, cura editoriale e apparato iconografico di MARCONI William, Museo Etnografico Tiranese con contributo del Comune di Tirano, Sondrio 2019, p. 230

Padre Camillo e i Cederna. Un lungo rapporto d'amicizia, in "Quaderni grigionitaliani" n.1-2019 p.106-108, CIAPPONI LANDI Bruno, Pro Grigioni Italiano, Coira 2019, p. 140
 
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Il delegato imperiale [Gaudenzio De Pagave] e la Valtellina di oggi. L'Ordine 2 giugno 2019 p.7 , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Gli uffici della provincia 50 anni fa, in "I Regiur de Valtelina" n.2-luglio 2919 pp.10-12, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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17 agosto 2019: Passeggiata Aprica Motta di Villa di Tirano per gli zapèi d'Avriga, , CIAPPONI LANDI Bruno [a cura], Supplemento al n. 71 del Bollettino della Società Storica per conto dell'Infopoint di Aprica, Sondrio 2019, p. 4



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