BRUNO CIAPPONI LANDI
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2019 - Pubblicazioni
 
Da Sondrio a Campei, la mia prima villeggiatura, in "I regiur de Valtellina", settembre 2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.

Grosio, una storia lunga 5000 anni, in "La provincia settimanale" 5 gennaio 2019 p.21, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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L'omaggio della valle al grande Gianoli in "L'Ordine" 6.1.2019 p. 3, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Successo di vendite per il libro "Grosio 5000 anni di storia, "Il graffito" n.2 febbraio 2019 p.3, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Vittoria importante ma ancora parziale in "La Provincia" 12.2.2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Sondriesi per caso entrati nella storia, in "L'Ordine" 3 marzo 2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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La mia Provincia, in "Regiur de Valtelina" n. 1 febbraio 2019, pp. 21-22, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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I barbieri di Sondrio in "I regiur de Valtelina" n.1-2019 pp. 10-12, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Gli studi sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca in Australia in , CIAPPONI LANDI Bruno, Centro Studi Storici Alta Valle, Bormio, 2019, p. 133-149
 
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Antologia critica. Stralci, in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Ricordo di Giuseppe Rinaldi presidente onorario dell'ANPI, in , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
   
 
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Tiranesi nei secoli. Cronache sono toccate dalla storia, CIAPPONI LANDI Bruno, cura editoriale e apparato iconografico di MARCONI William, Museo Etnografico Tiranese con contributo del Comune di Tirano, Sondrio 2019, p. 230

Padre Camillo e i Cederna. Un lungo rapporto d'amicizia, in "Quaderni grigionitaliani" n.1-2019 p.106-108, CIAPPONI LANDI Bruno, Pro Grigioni Italiano, Coira 2019, p. 140
 
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Scritto di Bruno Ciapponi Landi per i Quaderni Grigionitaliani sui rapporti Cederna- padre Camillo (a margine dello spettacolo di Giuseppe Cederna a Poschiavo per il centenario della nascita di padre Camillo De Piaz 1918-2018) L’amicizia intensa e duratura di padre Camillo con la famiglia Cederna ebbe inizio a Milano, dove il giovane frate e il confratello Davide Turoldo erano stati assegnati al convento di San Carlo al Corso perché potessero frequentare l’Università Cattolica, e nasce dall’incontro con la signora Ersilia Gabba vedova di Giulio Cederna, figlio dell’industriale Antonio originario dalla Valtellina. L’occasione contingente fu il comune interesse per l’iniziativa di Nomadelfia di don Zeno Saltini di cui la signora Ersilia era una convinta e generosa sostenitrice. Da giovane era stata partecipe dei fermenti intellettuale della chiesa milanese ed aveva conservato il suo interesse per il cattolicesimo progressista. Proveniva da una famiglia dell’alta borghesia intellettuale e si era laureata in germanistica in tempi in cui persino le donne del suo ceto, se studiavano, raramente andavano oltre le magistrali. L’interesse per la lingua e per il mondo germanico lo aveva tramandato alla figlia Maria Sofia, ma la sua ricca personalità ebbe ovviamente un ruolo importante nella formazione di tutti i figli, soprattutto di Camilla, giornalista, polemista e scrittrice, e di Antonio, firma prestigiosa del Corriere della Sera e deputato al Parlamento. Tramite la madre l’amicizia si estese al resto della famiglia, rami paralleli inclusi, che trascorreva insieme l’estate nella grande casa di Ponte in Valtellina. Quello che li univa di più erano gli ideali, gli interessi culturali e sociali, l’essere entrambi valtellinesi e milanesi al tempo stesso, oltre che la sana laicità a cui padre Camillo non rinunciò mai sostenendo che la sua condizione di religioso e di sacerdote non aveva sradicato in lui l’originaria condizione di laico. La presenza estiva dei Cederna a Ponte e a San Bernardo permise a padre Camillo la loro frequentazione anche dopo il suo allontanamento da Milano nel 1957. L’ambiente di casa Cederna, impregnato del fascino del passato, reso attuale dalla splendida figura serenamente matriarcale di Ersilia Gabba gli trasmetteva serenità e a padre Camillo piaceva rievocare la bella figura del capostipite Antonio, garibaldino, industriale tessile, grande promotore dell’alpinismo a Milano e in Valtellina, non meno che del turismo termale ai Bagni di Bormio. Era cavaliere del lavoro, onorificenza rara ancor oggi, e doveva avere avuto un ruolo anche nella fondazione della squadra calcistica del Milan, posto che il figlio Giulio, che risulta ufficialmente fra i fondatori, aveva allora solo vent’anni. A San Bernardo, con una lungimirante iniziativa di tutela ambientale, aveva promosso una imponente piantumazione per consolidare un versante franoso ed era stato magna pars anche nell’associazione dei Valtellinesi a Milano e della Pro Valtellina, nella forma primitiva di associazione di promozione turistica. L’arrivo dei Cederna a Ponte e a San Bernardo scandiva le stagioni della piccola storia locale. La differenza di ceto veniva attenuata dalle tante conoscenze a cui costringe la vita di paese e da una rete di affezionati collaboratori. D’estate la casa era un incredibile concentramento di personaggi. Oltre ai fratelli Camilla e Antonio c’erano l’attore Giuseppe, figlio di Antonio e di Maria Grazia; le figlie di Maria Sofia, Giulia e Giovanna Borgese, giornalista del Corriere della Sera l’una, nota fotografa l’altra, e il marito di quest’ultima, Corrado Stajano, giornalista, scrittore e senatore. Inoltre, da sempre, in casa Cederna erano ospiti gli amici, spesso personalità autorevoli. A San Bernardo era stato loro ospite addirittura un futuro papa, mons. Achille Ratti, allora dottore dell’Ambrosiana di cui divenne prefetto prima della nomina ad arcivescovo di Milano. Alpinista appassionato era figlio del direttore di un’azienda tessile di Desio, lo stesso ramo imprenditoriale dei Cederna. Ai tempi della mia frequentazione gli ospiti amici erano quelli dei nipoti, di Antonio e di Camilla, che fu fra le prime donne in Italia ad affermarsi nel giornalismo, professione allora quasi esclusivamente maschile. Da giovane Camilla aveva conosciuto a Ponte anche l’arresto per antifascismo. La incontrai poche volte, per lo più nel ruolo di figlia affettuosa, ma vissi da vicino le ansie riflesse su padre Camillo per le conseguenze, talvolta pesanti, delle coraggiose battaglie moralizzatrici che ingaggiò (ricordo i casi Pinelli e Leone). Camillo le era stato vicino nelle cupe aule dei tribunali in cui l’avevano trascinata. Padre Camillo sentì molto la perdita della signora Ersilia. Le era molto affezionato e l’aveva assistita con filiale dedizione nel sereno trapasso. La prima volta che tornò in casa Cederna a Ponte, dopo la sua morte, annotò sul suo diario quanto gli mancasse quella significativa presenza. La sua memoria andò ad alimentare il fascino arcano di casa Cederna di cui la figlia maggiore Maria Sofia divenne la leader morale. Il suo legame con Ponte si era rinsaldato con lo sfollamento da Milano dopo i bombardamenti della città. Un allontanamento dal capoluogo lombardo reso probabilmente opportuno anche dal manifesto antifascismo del marito Leonardo Borgese, che allora tirava a campare facendo il pittore. Era figlio del grande critico e letterato Giuseppe Antonio esule a sua volta negli Stati Uniti per sottrarsi alle persecuzioni del regime. Di Antonio divenni amico a mia volta e feci spesso da tramite (con la supervisione severa di padre Camillo) per instaurare un dialogo con gli amministratori provinciali del tempo. Nelle nostre conversazioni l’argomento prevalente era la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, oggi fortunatamente divenuta di grande attualità. A quel tempo Cederna era un isolato, le sue campagne di sensibilizzazione erano spesso vissute qui come nemiche del progresso e della valle stessa. Condivideva con padre Camillo il destino di chi ha ragione troppo presto. Amici erano anche i cugini dell’altro ramo della famiglia che condivide la casa: Carluccio, Giuseppe, Chichi, Anna e suo marito Gianni Comencini, cofondatore della Cineteca Italiana. Carluccio, cattolico praticante e frequentatore della Corsia, condivideva con padre Camillo anche l’ambito di lavoro, che per lui era l’editoria, per Camillo i ruoli di traduttore e di lettore delle proposte editoriali di cui doveva giudicare il valore letterario per conto degli editori. L’amicizia correva anche sul filo sottile della fede condivisa e dell’interesse per la teologia. Alla luce di tutto ciò assume un più profondo significato la scelta della PGI di affidare anche a uno spettacolo di Giuseppe Cederna a Poschiavo il suo ricordo di padre Camillo nel centenario della nascita. È mestiere dell’attore calarsi nel personaggio, interpretarlo, senza averlo conosciuto, ma parlarne avendolo conosciuto dal primo anno di vita come un amico della propria famiglia e averlo frequentato per cinquant’anni, come è stato per Giuseppe Cederna, aggiunge quel quid di “vero” che, nel nostro caso, ha giovato non poco allo spettacolo e lo ha reso unico. Bruno Ciapponi Landi
 

Il delegato imperiale [Gaudenzio De Pagave] e la Valtellina di oggi. L'Ordine 2 giugno 2019 p.7 , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Gli uffici della provincia 50 anni fa, in "I Regiur de Valtelina" n.2-luglio 2919 pp.10-12, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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17 agosto 2019: Passeggiata Aprica Motta di Villa di Tirano per gli zapèi d'Avriga, , CIAPPONI LANDI Bruno [a cura], Supplemento al n. 71 del Bollettino della Società Storica per conto dell'Infopoint di Aprica, Sondrio 2019, p. 4

Il ricordo: Margherita Trinca, , CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Lo spettro del 1817 fa paura alle valli. L'Ordine 27.10.2019, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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Bertacchi l'identità delle valli in poesia, "L'ordine" 17.11.2019, CIAPPONI LANDI Bruno intervista a Giorgio LUZZI, , 2019, p.

Padre Camillo e il '68 in "Archivio '68 Sondrio-Il 68 in Valtellina" sul sito www.archivio68sondrio.it/, CIAPPONI LANDI Bruno, https://www.archivio68sondrio.it/, 2019, p.
 
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Un nome alla scuola. La Società storica sostiene Davide Pace, CIAPPONI LANDI Bruno (riportato nel servizio di P.Ghi.= Paolo Ghilotti), , 2019, p.
 
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Luigi Santucci nel convento ideale di Davide Turoldo e Camillo De Piaz, CIAPPONI LANDI Bruno, Archivio Camillo De Piaz, , 2019, p.
 
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Ricordo di Athos Valsecchi nel centenario della nascita 1919-2019, in , CIAPPONI LANDI Bruno, a cura, Editrice valtellinese srl, Pessano con Bornago (MI) 2019, p. 35-36-37-38
 
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Da Tirano a Cinecittà l'epopea di Rondi, in "L'Ordine" 8 dicembre 2019 p.7, CIAPPONI LANDI Bruno, , 2019, p.
 
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