BRUNO CIAPPONI LANDI
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PERSONE - FESTORAZZI LUIGI DETTO GINETTO

Il professor Luigi Festorazzi, docente di lettere, preside, pubblico amministratore, pubblicista e studioso di storia locale è forse la personalità della provincia di Sondrio più attiva "sul campo" nella seconda metà del XX secolo, sul fronte della promozione dei rapporti con il vicino Grigioni. La sua attività spazia dal giornalismo agli studi storici, dalla scuola alla politica, dai legami di amicizia all'impegno istituzionale negli Enti, in particolare quale consigliere provinciale. La sua qualificata e leale collaborazione con il giovane assessore alla cul¬tura Guido Visini e l'amicizia instaurata fra loro, malgrado la diversità dello schieramento politico, costituiscono le premesse che produrranno nel 1977 l'iniziativa della ripresa, a 180 anni dal distacco, dei rapporti tra la Provincia di Sondrio e il Governo dei Grigioni. Appena tornato dall'internamento in Svizzera Festorazzi era stato tra i fondatori a Chiavenna (con Olimpia Aureggi, Eros Persenico e altri) dell'Associazione d'amicizia italo-svizzera. Continuò poi a operare in questa prospettiva anche all'interno dell'Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro e del Centro di studi storici valchiavennaschi che aveva contri¬buito a fondare; della Società Storica Valtellinese e della Fondazione Pro Valtellina, di cui fu consigliere; della Fondazione Museo Paradiso e della Società Democratica Operaja di Mutuo Soccorso di Chiavenna che presiedette e in altre istituzioni di cui fece parte, in particolare il Comune e la Comunità Montana di Chiavenna. Fautore convinto del traforo dello Spluga si impegnò attivamente per promuoverne la realizzazione favorendo la nascita di comitati, promuovendo commissioni istituzionali e un'azione puntuale e costante di informazione attraverso la stampa locale, conferenze e dibattiti, al di qua e al di là del confine. La sua azione, che lo vide collaborare attivamente anche con la Pro Grigioni Italiano ed altri sodalizi grigionesi, contribuì in modo determinante alla formazione di una "cultura" favorevole all'incremento dei rapporti fra le "genti dell'antica Rezia".
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  BRUNO CIAPPONI LANDI  
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