BRUNO CIAPPONI LANDI
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PERSONE - PINCHETTI PATRONI ALMA

Alma Patroni nacque il 10 luglio 1895 a Tirano dove morì il 29 marzo 1971. Nel 1918 sposò a Milano il poeta e letterato tiranese Balilla Pinchetti dal quale ebbe la figlia Wilma. Fu una valida collaboratrice del marito, in particolare nei rapporti con gli editori, i critici e i letterati coi quali intratteneva corrispondenza (D’Annunzio, Croce, Guido Mazzoni, Pio Rajna, Giovanni Alfredo Cesareo, Giuseppe Lipparini). A Milano, dove il marito era preside del liceo di Brera e insegnava all’Accademia, animò un salotto letterario antifascista frequentato, fra gli altri, da Giovanni Bertacchi, Francesco Flora, Alfredo Galletti. Collaborò a lungo con “Il giornale dell’arte”, scrisse su periodici locali e sulla rivista del Touring Club Italiano “Le vie d’Italia” e nel 1933 pubblicò un libro intitolato “L’amore e le sue maschere” con una prefazione di Alfredo Galletti.
Durante l’occupazione di Fiume si recò col marito da Gabriele D’Annunzio che la incaricò di recapitare a Mussolini, allora direttore del “Popolo d’Italia”, un appello ai lombardi perché sostenessero l’impresa fiumana. La circostanza le consentì di ottenere una assoluzione per insufficienza di prove al processo per antifascismo a cui fu sottoposta a Sondrio per avere vistosamente festeggiato a Tirano la caduta di Mussolini il 25 luglio 1944. Dopo il processo esulò col marito in Svizzera e fece ritorno in patria solo dopo la Liberazione. Va ascritto a suo merito il sostegno a perseguitati antifascisti fra i quali il cattolico Piero Malvestiti.

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